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29 Aprile 2016

L'Optimist su World Sailing Show

Categoria: Rassegne stampa sul mondo optimist

Tra Foiling, Xtreme Sailing Series, classi olimpiche e altre notizie di carattere planetario, nella parte centrale della rubrica le immagini del Meeting del Garda Optimist, che sono state montate con gli interventi di grandi campioni, che hanno iniziato, come molti, dall’Optimist: Ian Percy, che fece l’Europeo Optimist insieme all’attuale tecnico nazionale Optimist Marcello Meringolo nel 1989, prima di vincere tre medaglie olimpiche (2 ori e un argento) e diventare tattico e team manager in Coppa America, si è fatto le ossa proprio in Optimist e racconta (con foto d’epoca di supporto) che in Optimist, lontano dalla famiglia per allenamenti o trasferte, poteva fare quello che voleva, per la prima volta percepiva un senso di libertà; Ian prosegue:"A 6 anni essere nella barca con nessuno intorno che ti dice quello che devi o non devi fare è una sensazione stupenda. La barca dipende completamente da te; hai il controllo del mezzo e sei completamente da solo. Vedi questa gioia negli occhi dei ragazzi che per la prima volta salgono su una barca e cominciano a capire come farla andare nella giusta direzione. La vela è qualcosa di unico: sei in mezzo alla natura, a 6 anni nessuno ti aiuta e te la devi cavare da solo; per un bambino questa è una sensazione di conquista incredibile”.

Anche l’equipaggio 470 inglese argento a Londra 2012 e campione del mondo nello stesso anno racconta la propria esperienza: Hannah Mills è andata in Optimist per 5 anni, fino a quando nel 2002, a 14 anni, è riuscita a far parte della squadra nazionale inglese; era la prima ragazza a raggiungere questo risultato: era solo l’inizio!
La sua prodiera Saskia Clark, con cui tornerà all’Olimpiade di Rio il prossimo agosto, aggiunge che la vela in realtà non l’ha “catturata” subito, ma solo in un secondo tempo, grazie a sua sorella a cui piaceva molto stare a contatto con l’acqua. La Mills continua: "regatare a flotte è intenso; certo alle Olimpiadi il numero di barche è minore, ma la concentrazione su manovre e andature è massima: l’Optimist forma ad affrontare e gestire i momenti concitati, sviluppando abilità e competenze che servono anche dopo".
Ma torniamo al Garda; i semi di quei sogni olimpici sono stati seminati per le generazioni future: nessun dubbio che questo sia grazie all’Optimist!

L’evento e la barca vengono così descritti mentre scorrono le bellissime immagini del Meeting Optimist: “E’ quadrata, è piccola ed è la barca più lenta del mondo secondo l’International handicapping System. Nessuno avrebbe potuto pensare che queste qualità gli avrebbero assicurato un successo così a lungo termine ispirando così tanti giovani velisti a continuare ad andare a vela: perché l’Optimist è in realtà una delle imbarcazioni dinghy più famose nel mondo.

A Pasqua le 900 barche con altrettanti giovani velisti provenienti da 30 nazioni, arrivati sul Lago di Garda, ne sono la conferma. Un evento spettacolare, ma non unico, perché alla sua 34^ edizione. Inoltre nel 2012 il Club organizzatore, la Fraglia Vela Riva, ha ottenuto il nuovo Guinness World Records per l’evento di classe singola con più partecipanti di sempre con i suoi 1055 giovani velisti iscritti.

Quest’anno i partecipanti erano divisi in due categorie: 233 dai 9 ai 12 anni, e 667 del gruppo juniores. Per alcuni l’importante era gareggiare, per altri la battaglia per la vittoria era tutto. E per gli spettatori era come guardare verso il futuro. 

Quanti sogni olimpici o di America’s Cup sono cominciati da qui?

 

• traduzione a cura di Letizia Tocchini/Segreteria AICO